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SALOME'

Di Oscar Wilde

Drammaturgia e regia Fabrizio Bartolucci e Sandro Fabiani

Con Sandro Fabiani, Fausto Caroli, Claudio Tombini, Giulia Bellucci, Fabrizio Bartolucci, Roberta Biagiarelli, Massimo Pagnoni e la partecipazione straordinaria di Anita Bartolucci (il prologo della ’donna nella luna’ è tratto da The Ballad of Reading Gaol)

musiche originali David Monacchi

scene e costumi realizzati con la collaborazione di Accademia di Belle Arti di Brera,Milano

 

"Un'ampia terrazza nel palazzo d'Erode... la luna splende particolarmente luminosa".

Con questa didascalia Wilde apre la sua Salomè per chiuderla con “un raggio di luna cade su Salomè e la illumina...”

E’ proprio una luna, “così vicina e così lontana”, dalle fascinose sembianze umane che, come nel capolavoro del cinema muto di Méliès, guarda e illumina “lunatica” e con la sua luce riflessa che riverbera in tutti gli esseri umani gravitanti nella sua orbita, fa muovere i nostri i personaggi in una danza sensuale e crudele dove per dirla ancora con Wilde “ognuno uccide l’oggetto del suo amore”.

Un gioco visionario e ironico che mescola tradizione teatrale e virtualità in uno “stralunato” party da fine impero.

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Il capolavoro assoluto di Wilde (sicuramente il suo testo teatrale più grande) è una perfetta, quasi perversa rappresentazione del potere devastante della passione. Un’opera che come i grandi classici della letteratura lascia accesso ad interpretazioni anche molto diverse e contrastanti. Una partitura teatrale affascinante, dall’incantevole musicalità, disegnata su una struttura simmetrica e cristallina che vive di invenzioni drammaturgiche.

La vicenda narrativa prende spunto dal celebre episodio narrato dai Vangeli di Matteo (14,1) e di Marco (6,12), e mette in scena la tragica notte nella quale Salomè, come ricompensa per aver deliziato con la propria danza il tetrarca di Galilea Erode Antipa, chiede che le venga consegnata su di un piatto d’argento la testa di Giovanni Battista, in quel momento prigioniero di Erode.

Wilde, in un gioco di specchi, sfrutta appieno tutte le potenzialità della prosa infondendo nel racconto molteplici suggestioni, dall’erotismo al lirismo, dall’affresco storico allo slancio onirico, dal dramma psicologico alla riflessione teologica, il tutto senza mai spegnere la tensione che sta alla base dei rapporti tra i personaggi, trovando perfino lo spazio per momenti di tagliente umorismo.

Un raro esempio di “spettacolo totale” di straordinaria modernità, capace di offrire allo spettatore forti emozioni e infiniti spunti di riflessione.

PRODUZIONE TEATRO DELLA FORTUNA
in collaborazione con Assessorato alla Cultura Comune di Fano

collaborazione LEMS del Conservatorio Rossini di Pesaro

Riprese video ambienti, Piero Barazzoni
collaborazione e assistenza del corso di Comunicazione visiva multimediale dell’Accademia di Belle Arti di Macerata